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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Vecchio municipio e Scuola

Nome Descrizione
Indirizzo via Giuseppe Giacosa - Colleretto Giacosa
Il municipio, sede dell’organizzazione comunale, per la gran parte dei piccoli comuni è una realizzazione abbastanza recente.
La Comunità di Colleretto provvede ad una “Casa comune” nel 1777.

Il primo atto pubblico nei documenti dell’archivio Comunale è del 1724: “nella piazza detta della Collonna appo, alla Chiesa parrocchiale, luogo solito ove soglionsi far tutti gli atti pubblici della presente Comunità”. Su questa piazza, a partire da quando non sappiamo, si svolgono, anche d’inverno, le sedute del Consiglio comunale; all’uscita dalla messa grande o dei Vespri, dato che la piazza è antistante la Chiesa.

L’ultimo documento in cui si cita la “piazza pubblica” è un verbale del 1777.

Nel 1774 il Consiglio aveva denunciato l’intenzione di acquistare una “casa consulare” per archivio, segreteria, abitazione del cappellano e del maestro. Un verbale del 1777 inizia così: “Nella moderna camera delle congreghe consulari”. I documenti negli anni successivi verranno spostati in altre sedi ma nel 1838, alla richiesta dell’Intendenza di avere notizia dell’archivio, il comune risponde che ad esso è riservata una stanza al primo piano.


L’edificio del vecchio municipio, sorge nel rione centrale, detto di S. Pietro con la chiesa e l’adiacente cimitero, la canonica, il Municipio e alcune case.
Nello slargo, tuttora esistente davanti alla vecchia casa comunale, un tempo chiamato “La piazza” avvenivano le riunioni dei capo-famiglia, radunati al suono di una campana: molti degli antichi documenti di compravendita, risultano stilati “apud plateam propriam communitatis” sicchè si può presumere che qui avesse recapito il notaio e che qui convenisse quando se ne richiedevano le prestazioni.

L’edificio è un pregevole immobile su due piani fuori terra, tipico canavesano anche per i caratteristici balconi in legno che ricordano le “lobie” e piccole finestre che si aprono sullo slargo sottostante che l’Amministrazione comunale, nel 1958, precorrendo i tempi, deliberò di intitolare: “Piazza Europa” per aderire all'idea dell'unità europea.

Sulla facciata giallo senape sono presenti tre lapidi marmoree, di cui due a perenne ricordo del valore della pace.
La prima per onorare la morte di Antonio Garda durante la battaglia di San Martino, con la quale si conclusero le attività belliche della seconda guerra di indipendenza; apposta nel 1859.
La seconda per onorare i sei giovani Giovanni Ganio Vecchiolino, Giuseppe Andrina, Giovanni Dortù, Antonio Bersan Burlo, Giorgio Bertina e Angelo Solutore morti durate la prima guerra mondiale; apposta nel 1919.

La terza per ricordare il bene primario e comune dell’acqua pubblica.
Apposta nel 1906 in memoria della concessione gratuita e perpetua dell’acqua potabile da parte della famiglia Francesetti di Mezzenile.
Nel 1894 in Comune si inizia a discutere della costruzione dell’acquedotto comunale, a cui contribuisce anche il consigliere Piero Giacosa. Sarà nel 1904 l’intervento risolutivo del consigliere Giacomo Bosso che presenta un ordine del giorno in cui invita, approfittando delle buone disposizioni dimostrate dal conte Agostino e Carlo Francesetti, i quali convinti che nella valletta di loro proprietà si sarebbe trovata acqua buona e abbondante, si provveda a portarla nell’abitato. Nel 1905 viene approvato il progetto per la costruzione dell’acquedotto.


L’immobile è stato sede, sino al 1952, sia del Municipio che della scuola. Dopo verranno spostati nell’attuale edificio.

Il documento più antico riguardante la scuola risale al 1724. Il comune stipendiava un cappellano, che espletava anche le funzioni di maestro.
Non si hanno indicazioni sul funzionamento della scuola. L’analfabetismo rappresentava un problema importante e per altro i ragazzi, specie in campagna, erano impegnati in occupazioni essenziali nell’economia famigliare che li costringeva a disertare la scuola.
Nel 1876 viene emanata la Legge Coppino sull’istruzione obbligatoria che porta a sei anni l’età degli allievi tenuti all’obbligo; legge che sarà scarsamente applicata.

La scuola femminile ha inizio nel 1852. Prima di questa data non vi sono tracce se non che venivano svolte lezioni in ore serali.
Il Comune pagava l’indennità alle insegnanti non potendo darle alloggio e dal 1863 venne nominato un sopraintendente alle scuole e nel 1898 compare una Commissione di vigilanza. Di quest’ultima fecero parte Giuseppe Giacosa e Piero Giacosa con le rispettive mogli, Paola Realis, , Caterina Bosso, Pierina Albertini.

I documenti provano che le condizioni della scuola sono cronicamente definite povere. Nel 1865 si provvede per la costruzione di due locali, attigui alla casa comunale, per la scuola maschile e per la scuola femminile un locale di mq. 53,80 e nel 1870 c'è la necessità di costruire un nuovo locale per la scuola maschile. Segno che l'edificio sta diventando insufficiente.

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – giugno 2018. Fonti: Colleretto Giacosa. Storia e storie di Gino Vernetto e Della pedanea di Piero Giacosa.