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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Torre del Colomberi

Nome Descrizione
Indirizzo Via Piano 4 Località Colomberi - Colleretto Giacosa
In un’ampia area di campagna coltivata, lambita dal torrente Chiusella, dove sono presenti alcuni nuclei di abitazioni contadine, si trova la Cascina Colomberi posta al confine con il comune di Pavone Canavese. Accanto alla cascina, che conserva antiche parti di muratura realizzare in pietra e mattoni a vista, si eleva una suggestiva costruzione: una sorta di massiccia e affascinante torre quadrata che pare emergere nel bel mezzo del verde dei prati che la circondano.

A quelle di Santa Croce e di San Rocco, si deve aggiungere, nel novero delle chiese scomparse, quella di San Martino del Piano. La si trova già menzionata in documenti della parrocchia di Loranzè del 1250 e nel 1329.
Sulla sua ubicazione non esistono dubbi. Nel 1459, nell’atto di definizione dei confini tra le comunità di Parella, Colleretto e di Loranzè da una parte e la Comunità di Pavone, convengono che la linea, delimitante le rispettive zone di giurisdizione, inizi “ab ecclesia seu campanili Sancti Martini de Piano” e pertanto dal campanile della chiesa di San Martino del Piano.
Il termine, atto a segnare detto confine, sorgeva sino a alcuni anni fa.

Il ricordo della chiesa, oggi del tutto scomparso, era ancora vivo nel 1645. Nel contesto di una lite tra i Perrone di Perosa ed i San Martino di Parella per l’uso delle acque del Chiusella, venne reso pubblico nelle terre sottoposte alla giurisdizione del Vescovo di Ivrea un Rotolo Monitorale che ordinava: “Chi sapesse che il termine posto verso mezzanotte tirando a linea retta verso il Colombano della cassina del piano de’ signori Scaglia, chiamata altre volte il campanile della chiesa di San Martino, e fino al fiume Chiusella, divida il finaggio della Pedagna da quello di Pavone, restando le campagne sopra detta cassina fino a detta Chiusella verso levante di Pavone e verso ponente di Parella, facendo linea al Molinasso della signora barona di Castiglione, lo debba palesare”.
Della vecchia chiesa non rimane più nulla, rimane invece, e di una certa importanza, il troncone basale del campanile, con mura dello spessore medio di 80 /100 cm. costituite da sassi e qualche grosso mattone. Un edificio a forma di parallelepipedo di 9,5 m. di altezza all’imposta del tetto e a base quadrata di 4,2 metri di lato.
La torre a pianta quadrata è ubicata all’esterno del lato sud di un antico muro a secco che costituiva una probabile recinzione. E’ inoltre presente un tratto di muro perimetrale di un fabbricato, addossato alla torre, testimonianza di altra costruzione, probabilmente proprio la chiesa in questione.

Rimane anche, accanto alla cascina del Colomberi e alla torre un pilone votino dedicato a San Martino.


Probabilmente il nome di San Martino de Piano deriva proprio dal fatto che la chiesa sorgesse ai bordi della “via plana”.

Le attuali condizioni della zona, in campagna, ai margini di una fitta boscaglia, fanno apparire illogica l’ubicazione di una chiesa in quel luogo. Ma la tradizione afferma che qui passasse una pubblica strada, che metteva in comunicazione Ivrea con il basso bacino dell’Orco e che questa fosse anche la più breve e la più frequentata per Torino. In un tratto, detto Caussagna, per attraversare un profondo avvallamento sempre pieno d’acqua, era necessario l’aiuto dei muli che venivano forniti da vicini cascinali.
E’ probabile che si tratti di quella “via plana”, diramazione della “via petrosa” che, proveniente da Vialfré, attraverso Cesare, Gatto, Scarmagno, Morano, il Molinasso, superava il Chiusella con un facile guado, proseguendo, attraverso le cascine Peyla e Sanguignola, per Pavone e Ivrea.

I motivi per cui tale via di transito venne abbandonata sono sconosciute. Tenendo però presente che immediatamente a oriente di questo punto sfocia in Chiusella il Rio Ribes, e che sovente le piene della Dora trovarono il loro sfogo proprio in questo torrente, non è da escludere che una di queste piene possa aver provocato tali modificazioni del terreno da rendere necessario lo spostamento della via in luogo più agevole e sicuro.

Non si conoscono le vicissitudini attraverso le quali la chiesa si trasformò in cascina. La tradizione vuole che essa fosse diventata un convento e che proprio per l’abito dei frati, simili a colombi, sia stato dato il nome di Colomber poi Colomberi.
Nel 1136 il vescovo di Ivrea aveva donato ai domenicani una chiesa detta S. Martino de Cluxellario, che quanti si sono occupati della questione concordano nel localizzare nella frazione Ciuslèr di Pavone. Dato il precedente, non è da escludere, o è suggestivo pensarlo, che anche S. Martino del Piano sia passata in proprietà ai domenicani. In tal caso, il loro mantello scuro sul saio bianco darebbe pienamente ragione alla poetica etimologia popolare.

Permane ancora oggi il percorso verso Pavone: un itinerario piacevolissimo, ideale da farsi in carrozza trainata da cavalli, in bicicletta o a piedi .

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – giugno 2018 Fonti: Piero Venesia “Della Pedanea” e Gino Vernetto “Colleretto Giacosa Storia e Storie”.