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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Giro in carrozza: Alla scoperta della campagna che lambisce il torrente Chiusella

Nome Descrizione
Indirizzo Da via della Cartiera, su un fronte del Castello dei S. Martino di Parella, un percorso tra Colleretto e Pavone Canavese
In via della Cartiera, dopo aver superato quella che fu la casa di Piero Giacosa (oggi Villa Soleil), in prossimità del muro di cinta dei vivai (Hortilus e Vivai) è posto il pannello del percorso.
Realizzato da Vistaterra è inserito nel progetto “Percorsi di terra e di acqua nell’Anfiteatro Morenico di Ivrea” che prevede un’ampia rete di 18 percorsi nel Canavese per un totale di 380 km fruibili 289 km in bicicletta, 62 km a piedi, 12 in carrozza, 4 km in acqua e 13 km in parapendio.

L’itinerario, ideale da farsi in carrozza o in bicicletta o a piedi per immergersi nella campagna canavesana che lambisce il torrente Chiusella, si svolge in parte sul territorio del comune di Colleretto Giacosa per sconfinare su Pavone Canavese, percorrendo una antica via di transito.

Con alle spalle il Castello dei S. Martino di Parella, si attraversa la strada statale 565 per Castellamonte dirigendosi (a sinistra) nella direzione opposta, verso Ivrea.
Qui si imbocca, poco dopo, nello svoltare a sinistra su via Piano (nelle mappe satellitari indicata come via Umberto ) costeggiando il campo sportivo Carlo Koetting di Colleretto gestito dall’Associazione sportiva Colleretto G. Pedanea.

Sulla strada di campagna, asfaltata, si attraversa l’ampia piana coltivata di Colleretto toccando i cascinali (Ramasso, Gallo e Colomeri) con due piloni votivi dedicati all’Immacolata e a S. Martino. Il percorso è segnalato.

L’ampia area di campagna, i pochi nuclei di abitazioni contadine presenti fino alla Cascina Colomberi, la vicinanza del Chiusella e di un fitto bosco ceduo, sorprendente per la dimensione selvaggia, fanno apparire illogica l’ubicazione dei due piloni.


La tradizione afferma che qui passava una pubblica strada, mettente in comunicazione Ivrea con il basso bacino dell’Orco: la più breve e la più frequentata via per Torino.
In un tratto, detto Caussagna, per attraversare un profondo avvallamento sempre pieno d’acqua, era necessario l’aiuto dei muli forniti da vicini cascinali. E’ probabile che si tratti di quella “via plana”, diramazione della “via petrosa” che, proveniente da Vialfré, attraverso Scarmagno, superava il Chiusella con un facile guado, proseguendo, attraverso le cascine Peyla e Sanguignola, per Pavone e Ivrea.


Il Chiusella, pur con il sempre imminente pericolo delle sue piene, rappresentava per Colleretto, Parella, Loranzè e Pavone una enorme ricchezza. Oltre alle acque di irrigazione, di cui beneficiava tutta la piana, da esso erano derivate quelle rogge sui cui bordi erano cresciuti battitori di carta, fucine per rame e ferro, mulini, una fornace di mattoni a servizio dei S. Martino di Parella, piste per la canapa e l’olio; tutti gli “ordegni” di questi “artifizi” erano mossi dai salti delle acque del Chiusella. Si trattava di una fonte di energia preziosissima, gelosamente custodita. .

I motivi per cui tale via di transito venne abbandonata sono sconosciute. Tenendo presente che immediatamente a oriente sfocia in Chiusella il Rio Ribes, e che sovente le piene della Dora trovarono il loro sfogo proprio in questo torrente, non è da escludere che una delle piene abbia reso necessario lo spostamento della via in luogo più agevole e sicuro.


Nell’ampia area di campagna coltivata, lambita dal torrente Chiusella, si trova la Cascina Colomberi posta al confine con il comune di Pavone Canavese.
Accanto alla cascina, che conserva antiche parti di muratura realizzare in pietra e mattoni, si eleva una suggestiva costruzione: una massiccia e affascinante torre quadrata che pare emergere nel bel mezzo del verde dei prati che la circondano.

Questa testimonianza è quanto rimane del campanile dell’antica chiesa di S. Martino del Piano che la si trova già menzionata in documenti parrocchiali del 1250 e nel 1329.
Il troncone basale del campanile è un edificio a forma di parallelepipedo di 9,5 m. di altezza e a base quadrata di 4,2 metri di lato con mura dello spessore medio di 80 /100 cm. costituite da sassi e qualche grosso mattone.
La torre a pianta quadrata è ubicata all’esterno del lato sud di un antico muro a secco che costituiva una probabile recinzione. E’ inoltre presente un tratto di muro perimetrale di un fabbricato, addossato alla torre, testimonianza di altra costruzione, probabilmente proprio la chiesa in questione.

Chi desiderasse recarsi al Chiusella prosegue oltre il pilone votivo.

Il percorso, segnalato, prosegue per strada sterrata, sul territorio di Pavone, dove ci si immerge in un fitto bosco ceduo, che sorprende per la dimensione selvaggia.
Guadate alcune fontane e risorgive di acqua trasparente, habitat del gambero di acqua dolce, si costeggiano i resti di antichi ricetti per raggiungere il torrente Chiusella.
Lungo le sue sponde s’incontrano luoghi ameni per una sosta con picnic.

In prossimità della cartiera di Pavone si collegano altri percorsi.

12 km.
1.15 min. in bicicleta
2.00 ore in carrozza