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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

6. Percorso tra ville storiche e casotti di vigna

Nome Descrizione
Indirizzo Da via Umberto I alle ville delle famiglie Giacosa e Albertini, Bosso e Ruffino, salendo alla storica vigna del Belvedere, dove sono antichi casotti e il panorama è unico
L’itinerario prende avvio nel cuore del paese, fra case d’impianto medievale di Regione Pianavilla, ricetto del vicino Castello dei S. Martino, percorrendo strade bianche e sentieri che serpeggiano in direzione nord-est raggiungendo Regione Cimavilla, incoronata da parchi e giardini di ville signorili e vigneti storici e cascinotti, all’orizzonte dei quali «si staglia folta d’ombre la Serra».

Il percorso valorizza le relazioni del luogo in un riuscito equilibrio paesistico, alla scoperta di un significativo costruito e dei suoi parchi, popolati di essenze rare e alberi secolari.

Se nell’antico nucleo urbano le abitazioni interessate dal percorso derivano da preesistenze riplasmate fra ‘800 e ‘900, nella parte alta del paese, si è registrata negli stessi anni una rappresentativa edificazione a ville, che ha visto come committenti autorevoli personalità della cultura e dell’imprenditoria del tempo.
Modernamente partecipi delle più avanzate tecnologie costruttive e di tendenze stilistiche internazionalizzanti, tali residenze proseguono oggi un intenso dialogo di suggestioni col seducente contesto paesistico-ambientale nel quale sono immerse. Spazi elettivi di un cenacolo culturale unico e altissimo, riunito intorno a Giuseppe Giacosa.

In via Carandini, sul lato opposto dell’ingresso principale al Castello dei San Martino, di recente sottoposto a una vasta opera di restauro conservativo, un tempo era un vigneto annesso al maniero.

Al suo posto crescono ora grandi tassi, all’ombra dei quali sale la strada del Castello, non completamente indicata nelle mappe satellitari per essere una strada bianca del Comune di Colleretto Giacosa (conosciuta come del Ronc Tomà,) che permette di accedere alle vigne sovrastanti a via Provinciale.

Il percorso consente di raggiunge la strada Provinciale, in prossimità dell’accesso a Villa Albertini, al n. 1. La residenza è stata a lungo buen retiro del senatore Luigi Albertini, che nel 1900 aveva sposato Piera Giacosa, secondogenita del poeta. Lungimirante Direttore del Corriere della Sera dal 1900 al 1921, fautore de La Domenica del Corriere e del Corriere dei Piccoli, Senatore del Regno d’Italia, Albertini era solito concepire nella quiete della villa le sue iniziative professionali più riuscite.

A lato della portineria di Villa Albertini, diparte strada delle Vigne che serpeggia in salita tra ordinate coltivazioni a frutteto e a vigna, dove il panorama si fa sempre più vasto ed emozionante, sino ad abbracciare lo scenario incomparabile di un monumento geologico unico, qual è l’Anfiteatro Morenico.

Dai vasti giardini e parchi secolari, colori, profumi e visuali si dilatano e compenetrano sino alla soprastante corona di vigne storiche e antichi cascinotti, a circa 300 metri di altitudine, dove lo sguardo è già oltre la balconata naturale segnalata come punto panoramico viticolo lungo il tracciato principale della Strada Reale dei Vini Torinesi.

Sul versante più soleggiato del Monte Guglielmino, si estendevano a fine ‘700 i vigneti di Pietrino Giacosa, trisavolo del poeta. Poco oltre si erge l'attuale cappella degli Alpini passata in comodato d’uso al Gruppo Alpini “Piero Malvezzi”.

Tutt’intorno si rincorrono filari di vasti vigneti storici dove, tra castagni, alberi da frutto e cespugli di rose, permangono antichi cascinotti, che si stagliano sul magico fondale del Castello di Loranzè.
Una balconata naturale d’incredibile bellezza delimita il lato meridionale del pianoro, offrendo uno dei più inaspettati grandangolari panorami sull’Anfiteatro Morenico e sulla Serra d’Ivrea.

Lasciata alle spalle la cappella, percorso un breve tratto in piano di strada al Castello, si svolta a sinistra imboccando il sentiero che in rapida discesa costeggia lo sconfinato parco di Villa Albertini per congiungersi con strada delle Vigne (indicata dalle mappe satellitari come del Rione) , poco a monte della Provinciale.

Dopo aver incontrato l’entrata originaria di Villa Albertini, si costeggiano infine il giardino e la Palazzina Bosso /via Provinciale nn. 3-5, ubicata in posizione dominante sulla sottostante storica Cartiera che Bosso aveva gestito dal 1885 al 1912 e Villa Ruffino, sempre in via Provinciale, con di fronte Casa Giacosa.
Fiancheggiavano un tempo quest’importante arteria sporadici cascinali e un’osteria, ristoro per quanti percorrevano la strada, servita nell’800 da una diligenza bi/trisettimanale.

Negli anni 1908-’36 vi funzionava la prima filovia a trazione elettrica piemontese, attiva c nel tratto Ivrea-Cuorgné e detta del Poeta perché una delle fermate era accanto alla casa natale di Giuseppe Giacosa.

Il percorso si connette con altri due itinerari (n° 1 o 5) che permettono di raggiungere la parte bassa del paese, come melodie che per magia si propagano oltre la strada Provinciale.

2,65 Km.
Ore 1 ca (da farsi a piedi con tratti in salita)