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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

5/2. Sui passi di Giuseppe Giacosa

Nome Descrizione
Indirizzo Da via delle Fontane, “Sui passi di Giuseppe Giacosa
Per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la Provincia di Torino ha coinvolto, oltre il capoluogo subalpino, prima Capitale dell’Italia unita, 60 luoghi della storia risorgimentale, individuati in 40 Comuni diversi, dal Canavese al Pinerolese, dalle valli di Lanzo alla collina di Torino.

Una stele commemorativa, posata in questi Comuni, segnala itinerari simbolici che ripercorrono la storia militare e sociale, industriale e letteraria che ha portato all’Unità d’Italia. Pertanto il Comune di Colleretto Giacosa è stato identificato tra i “Luoghi della letteratura, dell’editoria e dei giornali definendo “Giacosa e Colleretto: La memoria canavesana”.


In questa circostanza il Comune di Colleretto Giacosa ha realizzato il percorso “Sui passi di Giuseppe Giacosa” che vede l’installazione di sagome di amici e artisti che collaborarono con Giuseppe Giacosa sulle quali è possibile leggere piacevolissimi brani di loro corrispondenze.

Chi si appresta a percorrere la stradina della Monia, per raggiungere Santa Liberata, si troverà in “buona compagnia” per incontrare personaggi come Puccini, Eleonora Duse, D’Annunzio, Sarah Bernhardt, Boito, Carducci, De Amicis, Verga e avrà il favore di Giuseppe Giacosa, che come ogni buon padrone di casa, darà il benvenuto.


“Un successone più trionfale non potevo né immaginare né sperare. Un teatro enorme, pieno zeppo di gente,…e altri mi dissero… che la Duse specialmente era stata meravigliosa. A ogni momento il pubblico avrebbe voluto batter le mani e si conteneva per paura di perder una parola, e io sentivo dalle quinte quel fremito sospirato, lusinghiero come una carezza e doloroso per l’intensità della emozione…. Quando entrai, chiamatovi, in scena, la vidi sfatta….. e la Duse è una tale attrice da potere con essa tentare l’impossibile”.

Lettera di Giuseppe Giacosa alla madre del 12 aprile 1883.


“… Una voce manca alla città, quella che seppe dire il cordoglio di tutti quando il vecchio re della melodia si ricongiunse al mistero delle sorgenti… La sua voce pareva generarsi dalla sede stessa della sua anima calda. Tutta l’ampiezza de torace ne vibrava come una parete di metallo; sicchè le parole, se bene definite in contorni nettissimi, eran tra loro collegate da un continuo rombo, si fondevano in un elemento musicale costante, avevano nel tempo medesimo una vita propria e una vita comune. L’efficacia della sua pronunzia era accresciuta da non so che moderata violenza, in cui egli sapeva vincere la resistenza lieve che taluna parola gli opponeva nel discorso. Per ciò sovente il suo discorso mi dava imagine di un fiume che polisse acuminasse e arrotondasse i ciottoli diversi. Egli era certo uno tra i più sapienti regolatori delle sonorità verbali: e nessuno forse era più di lui sensibile alla giustezza delle cadenze. Amava talvolta tendere il nerbo della frase come l’atleta mostra per gloria il rilievo del bicipite. I ritmi energici acquistavano nella sua bocca gagliardia inaudita. E io non dimenticherò mai il modo ond’egli, nel leggere Dante, dopo una serie di terzine melodiose, sapeva rovesciare sopra di noi – come il flutto decumano – un grande endecasillabo pieno di eternità…”.

Gabriele d’Annunzio La Versiliana: settembre 1906 da La Lettura In memoria di Giuseppe Giacosa


Il breve ma intenso percorso, nel condurre a Casa Giacosa, consente di raggiungere la chiesetta di Santa Liberata che sorge affacciata al paese: quasi a far capolino tra i vigneti, con piccoli boschetti di acacia che gli fanno da argine di verzura, come fosse un giardino, sotto la strada provinciale che unisce Ivrea a Castellamonte.

Un rustico pronao, che arricchiscono la facciata, conferendo alla costruzione la grazia di una antica pieve, permette di affacciarsi sulle vigne circostanti ed ammirare gli antichi tetti di Colleretto, dallo schema canavesano classico a due falde, che evidenziano l’accentramento delle abitazioni, e godere di uno splendido panorama sull’Anfiteatro Morenico di Ivrea.

300 mt.
Min 15 ca