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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Statuetta della Madonna - Cà dal Trambla

Nome Descrizione
Indirizzo Via Giuseppe Giacosa - Colleretto Giacosa
Dopo la morte del signor Massimo Ravera Aira, le sue eredi hanno espresso la volontà di donare al Comune di Colleretto Giacosa la casa di Masse per realizzare uno spazio pubblico nel quale trovasse posto la piccola statua della Madonna acquistata ad Oropa che la sua famiglia aveva collocato, all’interno di in una nicchia, quando Masse tornò dalla guerra.

Nel 2017 sono stati terminati i lavori di realizzazione dello slargo “ Cà dal Trambla” con la ricollocazione di uno dei numerosi segni “minori”del sacro apposti sulle facciate di edifici privati.


Massimo Ravera Aira è nato a Colleretto Parella il 27 dicembre 1920. Era il fratello maggiore di tre sorelle più piccole di una famiglia di origine contadina che ha vissuto in una grande casa agricola posta all’ingresso di Colleretto. La Casa di Masse, conosciuta come la Cà dal Trambla, era la prima cosa che si incontrava entrando a Colleretto.

Masse, come era noto a chi lo conosceva, ha vissuto tutta la sua vita a Colleretto ad eccezione della parentesi del periodo bellico in quanto prese parte alla seconda guerra mondiale.

Inizialmente sul fronte occidentale, al piccolo San Bernardo, ma per breve tempo perché poi venne siglato l’armistizio con la Francia nel 1940. Rientrò quindi a Ivrea, dove rimase fino al gennaio 1942 quando il suo gruppo venne mandato in Montenegro, dove operavano le divisioni del 14esimo Gruppo d’Armata a presidio del territorio occupato per tenere a bada i ribelli di Tito.

All’indomani dell’8 settembre 1943, quando tutti speravano nella fine della guerra, Masse e tanti altri soldati si trovarono a combattere contro i tedeschi, per diciotto lunghi mesi, tra gravi perdite umane, epidemie e disastri di ogni genere. La decisione di combattere i tedeschi fu presa sul campo, senza esitazioni, dopo una consultazione tra tutti i militari, che si rifiutarono di consegnare armi.

Il 2 dicembre 1943 venne costituita la Divisione Italiana Garibaldi che combatté fino al febbraio 1945 e concluse il ciclo operativo in Jugoslavia quando i superstiti tornarono in Italia.
I rimpatriati furono 3800, tutti armati, fra loro anche Masse. Erano partiti in 20mila, 2500 rientrati precedentemente, feriti o malati. Più di 4mila rientrarono dai campi di prigionia. Almeno la metà risultò caduto o disperso.

Ebbe la fortuna di ritornare a casa. Giunto a Viterbo, a pochi giorni dal termine della guerra, la sua famiglia venne a sapere che è vivo. La notizia viene comunicata alla famiglia dal compaesano Pin Scala che, ascoltando la radio, sente la notizia in cui viene detto che: “Il soldato Ravera Aira Massimo saluta la sua famiglia”.

Ma le vicissitudini di Masse non terminano ancora. A poca distanza dal Canavese, a San Germano Vercellese, il camion che lo sta riportando a casa ha un incidente. Masse resta in coma per otto giorni, per poi riaprire gli occhi quando gli farà visita sua mamma all’ospedale di Vercelli.



Ricordi di vicende dolorose e toccanti che fanno capire il travaglio di intere famiglie in ansia sulla sorte dei figli e che ci permettono di comprendere e onorare i loro voti.

Masse era, dunque, un reduce della Divisione Italiana Partigiana Garibaldi, Artigliere Alpino del primo Reggimento Gruppo Aosta, membro del gruppo Alpini di Parella, nonché capogruppo onorario, amato e rispettato da tutti gli alpini.
Ha mantenuto con la comunità forti legami, partecipando alle celebrazioni nazionali organizzate dal Comune, alla commemorazione di Collaretto per i 150 anni dell’Unità d’Italia, agli eventi e a quelle del gruppo Alpini Malvezzi ed era sempre disponibile a interveniva nelle scuole per spiegare ai ragazzi la tragedia della guerra.
Ma, soprattutto, chi lo ha conosciuto ricorda le sue innumerevoli poesie recitate a memoria e il forte valore per la pace.

Masse era un uomo vivace, pacifico e attivo. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita con la sorella, Elsa e la famiglia di quest’ultima ed è morto il 25 agosto 2014 all’età di 93 anni lasciando le sue tre sorelle, cinque nipoti e una famiglia numerosa.

Si ringraziano le signore Ravera Aira Elsa, Guerinoni Laura e i loro famigliari per la loro generosità e per la fiducia manifestata attraverso la scelta della donazione a favore del Comune di Colleretto Giocosa.


I segni “minori” del sacro sono realizzati con materiali semplici, dall’umile croce di legno, sino ad arrivare alle tipologie più tarde edificate utilizzando laterizio o cemento. Al loro interno presentano sculture di legno, gesso, pietra oppure dipinti ed affreschi e qualcuno li costruiva per “Grazia ricevuta”, altri in occasione di funerali o ricorrenze. Sorgevano nei centri abitati ma soprattutto lungo sentieri e mulattiere, dove rappresentavano importanti punti di riferimento per i viandanti.