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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Pilone votivo dedicato a San Rocco

Nome Descrizione
Indirizzo Casa Giacosa Via Giuseppe Giacosa 55 - Colleretto Giacosa
E’ presumibile, anche se non esiste documentazione, che il pilone votivo dedicato a San Rocco, che si incontra accanto ad un ingresso secondario di Casa Giacosa, sia stato realizzato a seguito della demolizione della cappella di San Rocco.
Il dottor Piero Venesia in “Della Pedanea” fornisce alcune notizie sulla cappella di San Rocco, così come altre sono contenute in “Colleretto Giacosa Storia e Storie” di Gino Vernetto.

Di essa qualche notizia ci è pervenuta nelle relazioni delle visite pastorali.
La cappella dovrebbe essere stata costruita nel 1631 ma nel 1647 la violenza del rio della Valassa l’aveva praticamente riempita di sassi, fango, rami e radici, tanto da non essere più utilizzata.
Nel 1652 misurava sei piedi per cinque, con pavimento in terra battuta, la porta non chiudeva del tutto e piante di viti si arrampicavano fino al tetto e ne deturpavano la facciata.
L’incuria la portò rapidamente in rovina e nel 1699 fu interdetta.
Nel 1730, grosse crepe dei muri facevano presagire non lontana la caduta. Continuò ad essere di proprietà della comunità benché nel 1778, in un esposto alla prefettura, il segretario comunale asserisse di credere che non esistessero documenti per provare la cosa.
Nel 1870, come si può leggere in Passeggiate nel Casavese di Bertolotti la cappella era di proprietà dl cav. Giacosa.
Nel 1844, Don Bevilacqua, la elenca nel suo Questionario qui riassunto: “è di proprietà di Giuseppe Giacosa, dista cinque minuti dalla Parrocchia, è situata in cima al paese verso mezzanotte vicino alla strada provinciale colla facciata a mattino, di forma rettangolare, col pavimento a quadretti, il tetto a volta, avente capacità di circa quaranta persone; vi è un solo altare in mattoneria senza balaustra e cancello, che venne rinnovato l’anno 1828 ed ha la sua icona rappresentante Maria SS., ma sotto il titolo del Carmine, S. Giovanni Battista, S. Avventino, S. Rocco, S. Lucia… senza campanile, senza sagrestia”.

Nel Libro campagnolo figurato della Comunità di Colleretto Parella del 1779 la cappella è contrassegnata con un quadratino a forma di crocetta, tipico di rappresentare gli edifici religiosi, nella regione di Cima Villa nelle vicinanze dove è posto l’attuale pilone votivo dedicato a San Rocco che sorge a est della casa del poeta.
Questa parte del paese subì ampie trasformazioni dovute alla realizzazione di opere di viabilità e di difesa per proteggere il centro abitato dalle piene del rio Valassa che scorre a pochi metri.
Gino Vernetto scrive che si può ipotizzare che la cappella di San Rocco sia stata demolita dalla piena del suddetto rio nella notte del 31 agosto 1883, anche se è strano, che Don Bevilacqua non faccia menzione della cappella negli appunti in cui ha descritto il disastro.


Le funzioni dei piloni, derivati dalle edicole romane, erano molteplici: erano naturalmente luoghi di devozione, ma anche di sosta durante i faticosi trasferimenti lungo i sentieri, spesso percorsi portando un pesante carico sulle spalle. Vi si fermava per pregare o riposarsi; vi facevano tappa le processioni. C’erano piloni devozionali, altri propiziatori; qualcuno li costruiva per “Grazia ricevuta”, altri in occasione di funerali o ricorrenze. Sorgevano nei centri abitati ma soprattutto lungo sentieri e mulattiere, dove rappresentavano importanti punti di riferimento per i viandanti. Raramente venivano dedicati al Cristo; la predilezione dei committenti andava ai santi, soprattutto a quelli venerati dai contadini perché proteggevano il bestiame ed i raccolti o perché salvaguardavano dalla peste

A cura del Comune di Colleretto Giacosa - giugno 2018. Fonti: ”Piero Venesia “Della Pedanea” e Gino Vernetto “Colleretto Giacosa Storia e Storie”