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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Pianavilla: il centro storico di Colleretto

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I – Colleretto Giacosa
L’abitato di Colleretto, con i suoi quattro rioni, vive profonde frammentazioni sino alla fine del ‘600. Obbligato a condividere le sorti di Parella e Loranzè, per le quali rappresentava, a seconda delle occasioni, trait-d’union o terra di nessuno, le vicende antiche dell'abitato si confondono con quelle delle potenti e ricche castellate vicine.

Colleretto, fino alla fine del 1600, non ha una storia sua. Ciò spiega perché il suo nome compaia raramente negli antichi documenti che va soggetto a notevoli variazioni grafiche.

Nel Medioevo il territorio di Colleretto era diviso tra tanti padroni.
Il rione di Pianavilla, con i due forni dei S. Martino di Parella, si estendeva fino al “ritano dei Tappero” (attuali vie Umberto I e Ivrea dove scorreva un rigagnolo) e un altro forno, ancora posto, chissà per quali intricati processi, nello slargo tra le vie Gatta e delle Fontane (di proprietà dei S. Martino di Parella sino al 1472 e nel 1692, mentre nel 1612 passa di mano ai S. Martino di Loranzè).

I S. Martino di Loranzè estendevano i loro possessi su buona parte di Cimavilla, la parte alta del paese con le attuali vie Giacosa, Gatta e la Monià, sino a spingersi a Loranzé alta e bassa. Padroni di mulini e battitori di canapa che sorgevano lungo la Roggia e nell’agro che dividevano con i nobili di Agliè, Perosa, Parella, San Martino, Arondello e con il vescovo di Ivrea; mentre ampi appezzamenti facevano parte dei benefici parrocchiali di Loranzè e di Parella.
In punta all’attuale via Giacosa doveva sorgere un fabbricato, resti del quale sono venuti alla luce durante uno scavo eseguiti alcuni decenni fa, nello scantinato di casa Giacosa: per lo spessore notevole dei muri ed il tipo e la disposizione dei materiali impiegati, si ritiene che essi appartenessero ad una medioevale casa forte posta di guardia al ponte sul vicino Rio o ad un avamposto del sovrastante castello di Loranzè.

La Roggia costituiva il confine dei rioni e nel 1471 i S. Martino di Parella stipulavano il contratto per la costruzione della cartiera.
A valle del “bator”, la cartiera e sulle sponde della Roggia, sorsero mulini e magli per la lavorazione del rame e del ferro che fecero dei quartieri di Villa (l’attuale via Torino) e San Pietro (accanto alla attuale chiesa e al vecchio municipio) una sorta di area industriale delle Comunità circostanti.

Da queste vicende sarebbe ipotizzabile intuire la particolarità dello sviluppo urbanistico di Colleretto, definito dal medico e storico Venesia: un abitato che giace disposto a semiluna che (come appare guardando dall’alto) nacque e crebbe ai bordi delle due strade (vie Torino e Umberto I) che lo attraversano in prossimità del vicino castello dei S. Martino di Parella che sorgeva nel rione di Pianavilla.

Questa inusuale disposizione dell’abitato ad arco di cerchio determina una assenza di un nucleo centrale e il carattere di “borgo aperto”che presentava Colleretto negli antichi tempi.
Tale aspetto è messo in risalto dall’assenza di opere di difesa o di protezione, non potendosi considerare che sotto un puro aspetto psicologico l’aiuto offribile all’occorenza era dato dai vicini castelli di Parella e di Loranzè o dalla torre di avvistamento piazzata sul culmine del monte Mezzano, della quale non rimane più traccia; ne tramanda un’immagine il Gonin, nella veduta litografica del castello di Loranzè.
Alla fine ‘700 Pianavilla si estendeva sino all’incrocio delle attuali vie Ivrea e Umberto I fino a piazza del Rosario e nei tempi medioevali sino al ‘600 non esisteva un confine netto tra Colleretto e Parella.
A rendere complicate le cose contribuiva la vicinanza del castello dei S. Martino di Parella che possedevano molti immobili in Pianavilla, nell’attuale via Umberto I, alcuni di notevole ricercatezza architettonica, oltre a due forni.

Qui passava l’unica strada che collegava Ivrea con Castellamonte e l’Alto Canavese

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – Giugno 2018 . Fonti: Piero Venesia “Della Pedanea”