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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Particolarità di un ambiente xerico: I Verrous glaciali. Flora e Fauna

Chi desiderasse fare una passeggiata sui Verrous glaciali del Monte Mezzano potrà osservare da vicino un insolito ambiente xerico. Arido, con scarsa disponibilità d’acqua, dove è presenza una flora e una fauna capace ad adattarsi a un ambiente insolito.

Nell’area del Monte Mezzano sono presenti numerosi dossi rocciosi, dove affiora il substrato cristallino e i suoli sono molto esigui o inesistenti. In tali condizioni le acque meteoriche, non trattenute, ruscellano lungo i versanti oppure s’infiltrano nelle fratture della roccia, creando una situazione di estrema aridità.


Flora
La mancanza di suolo e di humus nonché la scarsa disponibilità di acqua, rendono gli ambienti xerici molto ostili alla vita vegetale: poche piante riescono a sopravvivere in condizioni così difficili, tramite adattamenti che consentano la conservazione e la captazione dell’acqua.

La grande estensione dell’apparato radicale è la strategia adottata da due specie arboree comuni nella zona, la roverella (Quercus pubescens) ed il bagolaro o spaccasassi (Celtis australis), che insinuano profondamente le radici nelle fratture della roccia alla ricerca dell’acqua. Con il progressivo accrescimento della pianta, le radici aumentano di dimensioni, allargando le fessure e favorendo lo sgretolamento del substrato roccioso. Sui dossi rocciosi dell’area è possibile ammirare la potenza disgregativa dell’apparato radicale del bagolaro che ben merita il suo appellativo di spaccasassi.

Altre specie possiedono la capacità di colonizzare gli ambienti xerici, in virtù delle loro ridotte esigenze idriche e della capacità di radicarsi nei piccoli lembi di terreno intrappolati in fratture ed avvallamenti del substrato. Ne sono esempio la betulla e numerosi arbusti, tra i quali spiccano per i loro fiori bianchi il pero corvino ed il ciliegio canino, mentre rosa e lilla sono le fioriture delle diverse specie di rose selvatiche, comunemente dette rose canine.

L’adattamento più spettacolare è però rappresentato dal fico d’India nano (Opuntia humifusa), piccola “pianta grassa”, parente del più grande fico d’India, coltivato nelle regioni mediterranee per i frutti commestibili.
Proveniente dal Nordamerica da lungo tempo è spontaneizzato in Italia; vive in siti soleggiati e secchi mostrando le tipiche strategie dei “cactus” all’esigenza di conservare l’umidità. Dotato di un esiguo apparato radicale, sembra semplicemente appoggiato sulla roccia, assorbe grandi quantità di acqua durante le precipitazioni che conserva nei fusti carnosi e succulenti; le foglie, inoltre, sono ridotte a spine in modo da evitare la dispersione dell’umidità per traspirazione. I grandi fiori sono di colore giallo zolfo, mentre i frutti rossi, insipidi e pieni di semi, permangono durante tutto l’inverno.

Laddove però la roccia nuda non presenta fratture o piccoli accumuli di humus nessuna pianta è in grado di vivere. Questo è il regno di curiosi organismi dall’aspetto crostoso, fortemente adesi al substrato, i licheni. Essi derivano dalla simbiosi mutualistica di un’alga ed un fungo: il fungo assorbe l’acqua o l’umidità atmosferica, accoglie e protegge l’alga all’interno dei suoi “tessuti”, quest’ultima produce, tramite la fotosintesi clorofilliana, gli zuccheri necessari al sostentamento di entrambi. Questa strategia di sopravvivenza è talmente efficace da permettere la sopravvivenza dei licheni in ambienti estremi, non colonizzabili dalle piante, alternando lunghe fasi di quiescenza (anche di molti anni) in attesa che si presentino condizioni favorevoli alla crescita.


Fauna
Gli ambienti xerici sono frequentati da una fauna amante del calore irradiato dalle rocce riscaldate dal sole. Essendo poi dotati di mobilità, gli animali possono comunque spostarsi nei paraggi alla ricerca dell’acqua, che qui scarseggia. In particolare i rettili, in primavera ed autunno e durante i periodi freschi d’estate, si riscaldano esponendosi al sole sulla nuda roccia, mentre si nascondo in anfratti quando il sole cocente rischia di aumentarne troppo la temperatura corporea.

Frequentatori abituali sono la lucertola comune e lo smeraldino ramarro. Facilmente osservabile è la più comune tra le bisce, il biacco. Facilmente riconoscibili dal colore di fondo verde-giallo oscurato da ornamentazioni nere, ma alcuni sono quasi completamente neri, anche se il ventre si mantiene giallastro. Vive soprattutto negli ambienti asciutti e ricchi di vegetazione. Veloce, agile, se catturato morde, ma non possiede ghiandole velenifere. Occasionalmente si incontra anche la vipera (Vipera aspis), serpente timido e scarsamente aggressivo.

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – Giugno 2018. Fonti: Morene del Chiusella