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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Lapide a Giuseppe Giacosa dello scultore Davide Calandra - 1908

Nome Descrizione
Indirizzo facciata nord-ovest di Casa Giacosa (via G. Giacosa 55)
Risale al 1908 il medaglione col mezzobusto di Giuseppe Giacosa, plasmato dal torinese Davide Calandra (1856-1915), fuso in bronzo e incastonato sulla lapide in marmo di tono floreale posta sul fronte verso la Provinciale de “La Grande Arca”.
Davide Calandra, autore di vari monumenti celebrativi, fra cui quelli a Foscolo, Garibaldi, Umberto I e d’Azeglio, aveva focalizzato l’espressività del volto su «i buoni occhi» e "le sopracciglia folte", restituendo un’effigie dallo sguardo profondo e assorto e dal piglio fiero, dove l’esecuzione nervosa e vibrante si traduce in sfaldature dei piani che generano effetti di delicato pittoricismo.

Dall’’articolo di Salvator Gotta dal titolo "La casa di Giuseppe Giacosa":
“E vedo ancora tanta altra gente – o forse la stessa – affollarsi nel giardino e lungo la strada, due anni dopo (la morte di Giuseppe Giacosa), il sei settembre, quando venne inaugurata la lapide che è fissata sul muro della casa, sopra l’ingresso.

L’epigrafe incisa nel marmo recita:
Qui nacque, lavorò, mori GIUSEPPE GIACOSA Poeta 1847 – 1906.
Sotto è l’effige, in bronzo, del Poeta.

Renato Simoni, oratore ufficiale, parla dall’alto della loggia e la sua voce tradisce l’intensa commozione. Parla agli ignari dell’arte, alla gente del popolo, ai contadini, a coloro che sostano sulla strada:
“In questa casa di dove uscì la sua figura mortale – non il suo spirito – voi la sua figura mortale avete ricordato. Effigiato dall’arte pensosa di Davide Calandra, ecco Giuseppe Giacosa è tornato, è presso all’uscio della sua dimora. Avete compiuto un atto d’amore: questo. Egli voleva soprattutto. Gli avete ridato il sole che gli rallegrò i pensieri e il lavoro. Quando passate, salutatelo. Nessuno vi fu più amico di quest’uomo, nessuno meglio di Lui vi comprese”.

“Sentì ed amò la sua Terra… Onde converrà ripetere anche qui l’ispirata laude ch’egli, nel Conte Rosso, fa dire ad Amedeo V di Savoia:

… Oh veramente questo
bel Canavese è una terra d’incanti!
estrema balza dell’Alpi, preludia
con degni accordi al magico concerto
dell’itale bellezze e non ha voce
che non sia di tripudio e di speranza…

Testi: Architettura del primo ‘900 nel Canavese Visibilità e valorizzazione. Arch. M.G. Imarisio e
La casa di Giuseppe Giacosa di Salvator Gotta

A cura del Comune di Colleretto Giacosa - maggio 2018