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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

La Filovia Cuorgnè - Ivrea: Scintille in Canavese

Tra fine 800 inizi 900 il Canavese vive una interessante situazione economico sociale. La metà degli occupati ancora dediti all’agricoltura, settore in crisi per l’eccessivo frazionamento delle proprietà e la scarsa innovazione.

L’industria assume il carattere di una valida alternativa, fino a diventare trainante.
I primi insediamenti nacquero nell’Alto Canavese per la presenza di torrenti: Orco e Soana che fornivano energia per l’industria. Molti imprenditori, grazie ad una politica attenta, impiantano la propria attività in Canavese. Ricordiamo le Manifattura di Cuorgnè, Pont, Rivarolo e S. Giorgio Canavese, lo stampaggio a caldo e naturalmente l’Olivetti a Ivrea.
L’avvento dell’industria in Canavese modificò la struttura sociale delle nostre comunità incluso il sistema di collegamento e di trasporto specie su rotaia.

In tale contesto si inserisce la vicenda della filovia canavesana e del suo intraprende ideatore, Lorenzo Vallino.
Raggiunta dalla Ferrovia Canavesana nel 1885, in procinto di vedere completato il collegamento con Pont, Cuorgnè avverte la necessità di unire l’Alto Canavese ad Ivrea con un mezzo di trasporto moderno che potesse sostituire l’Omnibus trainato dai cavalli che proseguiva con lentezza.
Vallino intravede lo spazio per una iniziativa rischiosa ma remunerativa grazie la sua esperienza nella produzione e sfruttamento dell’energia elettrica.
Nel 1905 viene fondata una tra le prime società in Piemonte a prevedere l’impiego delle automobili nelle linee pubbliche.
L’impresa prevedeva un ampio coinvolgimento territoriale con i comuni interessati dalla linea.

Risolti i problemi di percorso, la lunghezza della linea risultò essere di 24 ,90 Km.

Dal capolinea di Cuorgnè, utilizzava il ponte sull’Orco e scendeva a Spineto per raggiungere Castellamonte, effettuando la prima fermata di fronte alla Rotonda Antonelliana. Raggiungeva la stazione ferroviaria, con altra fermata, percorrendo la nuova strada di circonvallazione con ancora una fermata prima del bivio per Bairo. Da Pramonico iniziava la discesa verso Ponte Preti sul torrente Chiusella, a Strambinello, a un centinaio di metri dalla centrale di alimentazione della linea, per iniziare la risalita che avrebbe condotto le vetture a toccare in rapida successione Quagliuzzo, Paella, Colleretto, Samone e Ivrea.

L’impianto di produzione dell’energia elettrica situato in località Ponte dei Preti si serviva della forza idraulica del Chiusella ed essendo situato all’incirca a metà percorso consentiva di ridurre la dispersione di energia.

La palificazione procedette velocemente mentre furono impiegate diversi tipi di vetture alte circa 2,50 metri, larghe 1,80 metri e lunghe 4,50 metri. Alcune aperte, nella parte superiore e potevano trasportare tra i 14 / 18 passeggeri. C’erano le vetture adibite al trasporto merci.

Le attese della popolazione erano alte e con il procedere dei lavori andò aumentando l’interesse. Nei paesi attraversati dalla linea la gente guardava con stupore i pali che venivano alzati con un braccio di ferro sul quale erano posti tre fili di rame. Fu creata la mansione dei “guardafili”: sorvegliante che vigilava sull’efficienza della linea.

L’attesissima inaugurazione avviene a Cuorgnè il 30 marzo 1908 e le prime scintille del trasporto elettrico riscaldarono i cuori di viaggiatori e fautori dell’iniziativa.
Le partenze mattutine erano tre: la prima alle ore 4.20. Una pomeridiana e l’ultima alle17.50. Le vetture percorrevano i 24 Km in 1 ora e 40 minuti.
La velocità non superava i 20 km orari.
I biglietti acquistati nelle stazioni capolinea e la società non vendeva più biglietti dei posti disponibili.


I locali pubblici nei pressi delle stazioni affollati di viaggiatori e ad essi erano rivolti tre squilli di tromba suonata dal conducente. C’era chi caricava sulla filovia anche la bicicletta.

A un mese dall’inizio del servizio una vettura si ribaltò in un prato della ripida discesa che da Pramonico conduce a Ponte dei Preti. L’incidente indusse Vallino a inventarne un nuovo “attacco” che fece fare un ulteriore passo alla filovia, tant’è che fu brevettato.

Nel settembre 1908 si approvò il completamento della linea con l’attraversamento di Ivrea. Nel 1909 la Società ottenne dalle Regie Poste l’autorizzazione al trasporto della corrispondenza.

La filovia attraversa gli anni della prima guerra mondiale e dovrà fare i conti con le mutate condizioni del sistema dei trasporti urbani e sub urbani e il taglio degli aiuti al sistema filoviario.
La Società Anonima della Filovia Cuorgnè-Ivrea, la prima in Piemonte e fra le prime in Italia, resistette fino al 1935.
In quell’anno la società introdusse il primo autobus sulla stessa linea e nel gennaio 1936 le vetture filoviarie cessarono definitivamente.

A Colleretto presenti due stazioni: a Casa Giacosa e in località "La campana".

A cura del Comune di Colleretto Giacosa - Giugno 2018. Fonti: Scintille in Canavese Associazione culturale Pedaneus e Associazione Amici dell'Archivio Audiovisivo Canavesano