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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

L’impianto medievale del borgo aperto di Colleretto

Nome Descrizione
Indirizzo Via Umberto I – Colleretto Giacosa
L’impianto medievale del borgo aperto di Colleretto e le abitazioni poste in Via Umberto I testimoniano le vicende storiche vissute in questo luogo e le trasformazioni degli edifici del centro dove sono presenti semplici abitazioni con riconoscibili elementi medievali (il ricetto . vedi fotografia), pregevoli palazzotti e cascine sorti ai piedi del castello visibili addentrandosi nelle varie proprietà e nelle viuzze laterali che dipartono dalla stessa via.

Da queste vicende sarebbe ipotizzabile intuire la particolarità dello sviluppo urbanistico di Colleretto, definito dal medico e storico Venesia: un abitato che giace disposto a semiluna che (come appare guardando dall’alto) nacque e crebbe ai bordi delle due strade (vie Torino e Umberto I) che lo attraversano in prossimità del vicino castello dei S. Martino di Parella che sorgeva nel rione di Pianavilla.

Questa inusuale disposizione dell’abitato ad arco di cerchio determina una assenza di un nucleo centrale e il carattere di “borgo aperto”che presentava Colleretto negli antichi tempi.
Centinaia di centri storici italiani sono caratterizzati da questo modello insediativo che comportava l’insediamento di abitanti e attività fuori delle mura mediovali della città, del paese o del castello in luoghi favorevoli per il commercio: in zone pianeggianti, all’incrocio di viabilità importanti o addirittura in punti di intersezione tra vallate.

Le abitazioni presenti in via Umberto I, rappresentavano la basse court (cortili) del castello dei S. Martino: opera seicentesca realizzata in pieno clima rinascimentale.

Le ricerche condotte dal medico Venesia riportano che molti elementi fanno ritenere che la costruzione fosse già presente nel 1300 nella dimensione di casa –forte, con funzione legata al luogo in quanto qui passava l’unica strada che collegava Ivrea con Castellamonte e l’Alto Canavese.

La casa – forte era un autentico sbarramento ai piedi della “montà”.
La casa di una piccola scorta armata e del “pedageriuts” incaricato di riscuotere il pedaggio che sborsavano merci e persone in transito. Attorno alla “pedageria”, nelle vicine case erano gli stallaggi e le abitazioni degli “artaché”che fornivano buoi e cavalli da attaccare di punta ai carri per aiutarli a superare la rampa e che svolgevano altre funzioni agricole e di commercio.

Sono ancora visibili le antiche mura del ricetto del castello dei S. Martino di Parella percorrendo una stradina interna che diparte da via Umberto I.


A cura del Comune di Colleretto Giacosa – Giugno 2018 . Fonti: Piero Venesia “Della Pedanea”