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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

I Verrous glaciali o “Le Rocche” di Colleretto testimoni dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea

L ’Anfiteatro Morenico di Ivrea – AMI - è una imponente struttura generata da un ghiacciaio proveniente dalla Valle d’Aosta, che a più riprese ha occupato la pianura canavesana. Il ghiacciaio lungo il suo percorso ha eroso e trasportato i materiali (depositi glaciali), accumulandoli sul fronte e sui fianchi in forme di deposito denominate morene.
La morena rappresenta una sorta di “argine” (cerchia morenica) che delimita la zona occupata dal ghiaccio durante la fase di massima espansione. L’AMI è costituito da tre gruppi di cerchie distinte, riferibili a tre diverse glaciazioni.
L’ossatura dell’anfiteatro è stata generata dalla seconda glaciazione (Pleistocene medio, da 0,73 a 0,13 milioni di anni). In questa fase sul lato sinistro si è formata la Serra di Ivrea (visibile da molti punti del Canavese) facilmente riconoscibile per la caratteristica linea retta che la delimita dall’orizzonte. Lo scorcio panoramico, da Colleretto, permette di osservare sulla sinistra il substrato roccioso della Colma di Mombarone, da cui si diparte la Serra di Ivrea.
Osservando nel dettaglio, alla base della Serra, si nota una morena meno rilevata, la Serretta. Si tratta della cerchia più recente, formatasi nel corso della terza ed ultima glaciazione (Pleistocene superiore, da 130.000 a 10.000 anni).
In primo piano si notano numerosi dossi rocciosi che emergono dalla pianura (Verrous glaciali).
I depositi fluviali e fluvioglaciali hanno colmato la depressione interna all’anfiteatro, formando una vasta pianura alluvionale.


A Colleretto Giacosa sono presenti numerosi Verrous glaciali, chiamati comunemente “Le Rocche”.
Si sono formati nel corso del Pleistocene (da 1,65 a 0,01 milioni di anni) quando un ghiacciaio proveniente dalla Valle d’Aosta ha occupato a più riprese la piana canavesana. Il passaggio della massa glaciale ha modificato le morfologie preesistenti generando forme di deposito e di erosione. Le morene, rilievi collinari costituiti dall’accumulo dei depositi glaciali, rappresentano una forma di deposito.
Tra le forme prodotte dall’erosione del ghiacciaio (esarazione) è anche possibile distinguere quelle a grande scala, come i VERROUS GLACIALI, da quelle a piccola scala (come le strie glaciali talvolta presenti sulle rocce montonate).

A Colleretto emergono numerosi Verrous glaciali raggruppati in un’unica parte del paese. Si estendono dalla zona circostante al cimitero, dietro alla chiesa, sino ad arrivare sino alla piazza del municipio ed estendersi verso Loranzè.
Sono dei dossi rocciosi di altezze diverse: pertanto più o meno visibili.
L’area su cui sorge la chiesa parrocchiale e il vecchio municipio sono un esempio di cosa sono i Verrous glaciali. Così come l’area in cui, a Natale, viene realizzato il Presepe sij roche.
Il monte Mezzano (si fa per dire, ma così è censito e va chiamato!!!) al confine verso Loranzè, è alto 276 metri. Se pensiamo che Colleretto Giacosa è posta a 256 metri sul livello del mare ne deriva che stiamo parlando di un “rilievo” di soli 20 metri d’altezza. In realtà il monte Mezzano è un dosso roccioso, irregolare e rugoso: è l’esempio di cosa sono in natura i Verrous glaciali.

Con il termine di Verrous glaciali s’individuano le emergenze rocciose che, preesistenti alle glaciazioni del Pleistocene (1.650.000-10.000 anni fa), furono ricoperte dai ghiacci e da questi levigate e modellate.
I Verrous glaciali si inseriscono in un ambiente più “naturale”, costituito da un bosco rado in cui compaiono le principali essenze arboree nostrane: farnia, roverella, frassino e bagolaro, frammiste al castagno (reintrodotto dall’uomo in epoca postglaciale a scopi alimentari) ed all’infestante robinia.
Da notare come i tronchi e le radici dei bagolari (Celtis australis) s’insinuino nelle fratture della roccia, sgretolandola e mantenendo così fede al loro appellativo di spaccasassi.
Sulla sommità collinare dei Verrius glaciali ( rocciosa) vegeta una flora adattata a condizioni di carenza d’acqua e perciò definita xerofila ( xeròs -“secco”).
La roccia è qui striata e levigata dalla possente azione dei ghiacci e dal punto di vista panoramico è possibile osservare una parte degli imponenti depositi glaciali (morene) che compongono l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea. I Verrous glaciali di Colleretto sono anche inseriti accanto ad una piccola zona umida, molto interessante per la varietà di flora che ospita.

Nell’immagine allegata è indicato come si formarono i Verrous glaciali e cioè quando un ghiacciaio incontra lungo il suo percorso un corpo roccioso molto resistente. Durante la fase di avanzata (fig. 1) il ghiacciaio erode la roccia (fig. 2), levigandola sulla parte sommitale e sul versante di provenienza del ghiaccio. Sul lato opposto permane una superficie irregolare e scabra (fig. 3).

A cura del Comune di Colleretto Giacosa - giugno 2018. Fonti: AMI