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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Elementi e curiosità del paesaggio agrario locale

Gran parte del territorio che ad uno sguardo poco approfondito appare come naturale, in realtà non lo è; prati, campi, vigneti, castagneti furono creati dagli uomini nel corso dei secoli, abbattendo boschi, dissodando versanti, costruendo muri, strade, canali.

Il paesaggio agrario è definito come il prodotto della lunga e costante attività di trasformazione del paesaggio naturale ad opera dell’uomo, al fine dello svolgimento delle proprie attività agricole.


Nella collina morenica esposta a sud, da Loranzè a Strambinello, i vigneti occupano la parte media e bassa del versante; la trama delle pergole in legno di castagno disegna vasti settori dei fianchi collinari.

Nei tratti più ripidi il pendio è stato modellato a ciglioni o a terrazzi; muri in pietra, a secco, fiancheggiano le strade oppure sostengono i terrapieni al bordo dei confini di proprietà.

Il materiale è quello locale, massi derivanti dalla fratturazione del substrato roccioso o dall’opera di trasporto ed accumulo operata dal Ghiacciaio Balteo.

La parte alta della collina è ricoperta da boschi; alle querce, specie autoctone, si affiancano il castagno, reintrodotto dall’uomo ai fini dell’utilizzo dei frutti, e la robinia, importata dal Nordamerica e rapidamente diffusasi a scapito delle altre specie.


Ai piedi della morena la pianura alluvionale è occupata da campi di cereali e, in misura minore, da prati. Una serie di canali garantisce l’irrigazione attingendo acqua dal Chiusella.

La loro costruzione ha origini antiche. La Roggia del Molino di Parella e Colleretto Giacosa è citata in un documento del 1300 e fu, fino ai primi del ‘900, affiancata da impianti produttivi che sfruttavano l’energia delle sue acque: battitori per carta, mulini, magli, fucine, peste per canapa.

L’attività umana di trasformazione del territorio trova numerosi riflessi nella toponimia: i nomi dei luoghi rimandano spesso, oltre che alle caratteristiche fisiche del luogo, ai caratteri delle colture.

A Colleretto sono ancora in uso questi toponimi per indicare precise zone: Canavere (da canapa), Brede (termine che indicò anticamente un campo suburbano coltivato a prato o un campo), Ronc, Ronchi, Ronchetto (terreni recentemente dissodati).

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – Giugno 2018. Fonti: Morene del Chiusella Provincia di Torino Progetto Unione Europea