vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Cappella di Santa Liberata: Interni

Nome Descrizione
Indirizzo Via Provinciale s.n. - Colleretto Giacosa
L’interno della chiesetta è delizioso per essere impreziosito da un cielo azzurro stellato con affreschi, medaglioni e nastri i cui riferimenti erano chiaramente rivolti all’effige della Madonna nera di Oropa, a Santa Liberata, alla rappresentazione dei Santi Evangelisti e ad altri Santi a cui va la devozione del luogo.

Un suggestivo motivo ornamentale, costituito da un cornicione in gesso, ancora originale, come i dipinti del soffitto e la greca di croci che delimita i riquadri dei muri laterali, corre tra la volta e le pareti della navata principale.

Due angeli che portano un nastro su cui è scritto: “Tota pulcra es Maria” e “Nera sum sed formosa”sono dipinti nel presbiterio, accanto alla nicchia. Il riferimento era chiaramente rivolto all’effige della Madonna nera di Oropa.

Sopra l’altare l’affresco raffigura una coppia di angeli che adorano il Santissimo Sacramento esposto in un prezioso ostensorio collocato su una nuvola. Nella nicchia sopra l’altare, in sostituzione del simulacro ligneo della Madonna di Oropa (trafugata) trova spazio una bella statua in gesso di Santa Liberata con i due bambini in braccio. L’effige era coronata di un serto floreale luminoso offerto dal Cav. Sartoris Giovanni (collaboratore con Pierino Grassino nell’organizzazione della festa e nel servizio per la conservazione dello stabile) .

La volta, tra le decorate nervature, è impreziosita da un cielo azzurro stellato e da quattro medaglioni affrescati rappresentanti gli Evangelisti: San Marco (leone), San Matteo (angelo), San Luca (toro) e San Giovanni (aquila), che decorano gli intradossi delle volte a botte.

Le decorazioni sono state eseguite dal maestro Comoglio senior sotto i rettorati di don Bevilacqua e di don Turino tranne che per i due affreschi che si trovano nelle pareti laterali e che ritraggono Santa Liberata e Santa Faustina, di autore ignoto, di epoca molto antica.

Nella navata quattro statuette testimoniano la devozione dei fedeli: Sacro Cuore di Gesù, Santa Rita, Santa Teresa e Santa Barbara.

Sul portone di entrata c’è la cantoria: soppalco in legno, decorato di ghirlande e della cetra, che ospitava il coro che solennizzava le funzioni religiose.

Il pavimento della chiesa è in mattonelle di cotto smaltate in rosso, i gradini di accesso al presbiterio ed all’altare sono in pietra grezza.


Nel 2015, animati dal desiderio di rendere più elegante la cappella, è partita l’iniziativa di intervenire nella parte principale della chiesetta. Sono stati svolti importanti interventi di restauro curato dalla signora Cinzia Avanzi, restauratrice di Romano Canavese. La Signora Valeria Caldera ha ridipinto la statua di Santa Barbara che si trovava in pessimo stato ed ha restaurato anche quella del Sacro Cuore ridandole colore, perché la patina del tempo e il fumo delle candele avevano reso opaco il gesso rendendolo spento. La collaborazione preziosa di Italo Suquet (di Fiorano) ha permesso di realizzare, usando materiale antico e nuovo, il coro ligneo, semplice ma di notevole effetto,sono stati risistemati gli infissi, i portoni e molto alto è stato generosamente fatto. Questi interventi hanno aperto la strada a nuovi lavori in cantiere per i tempi futuri.

A provvedere alle necessità ed alla manutenzione di questo luogo di culto sono impegnati, oltre alla parrocchia, gruppi di persone che definiamo “Amici di Santa Liberata” che, con diverse iniziative, quali mostre di abiti da cerimonia indossati negli sposalizi a Santa Liberata, esposizioni di vecchie foto, pesca di beneficenza, permettono la raccolta fondi impegnati per la manutenzione ordinaria e per le opere di rinnovamento.

Da alcuni anni è divenuta tradizione, nel giorno della ricorrenza di Santa Liberata, il 18 gennaio, che un gruppo di persone presti accoglienza ai pellegrini offrendo bevande calde accompagnate da assaggi di torte caserecce. Tra le altre cose veniva proposta “la torta ‘d Curej” ideata dalla signora Laura Beata. Dall’anno 2016, su sua intuizione, la torta viene presentata con la forma di un mattoncino proponendo lo slogan: “Un mattone per Santa Liberata.

A cura del Comune di Colleretto Giacosa - Giugno 2018. Fonti: Pubblicazione Santa Liberata di “Amici di Santa Liberata”. Si ringrazia per la fotografia il signor Enzo Zucco.