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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Cappella di Santa Liberata: Esterni

Nome Descrizione
Indirizzo Via Provinciale s.n. - Colleretto Giacosa
Dalla strada provinciale, che collega Ivrea con Castellamonte, scendendo una scala in muratura, attraversato un ponticello di pietra, si giunge alla deliziosa Cappella di Santa Liberata da cui si gode, dalla sua balconata, di uno splendido panorama che abbraccia l’Anfiteatro Morenico di Ivrea.

E’ per alto possibile raggiungere, “in compagnia, la chiesetta direttamente dal centro abitato. In via delle fontate, (tra i civici 10 e 12) accanto al vecchio lavatoio, diparte la stradina della Monia (La Mugnà): un antico percorso che permetteva di raggiungere i comuni vicini, la cappella di Santa Liberata, casa Giacosa e la parte alta del paese (Cima Villa). Il percorso, da molti anni è stato risistemato ed è percorribile agevolmente a piedi, anche attraverso dei gradini.

Chi si appresterà a percorrere la stradina della Monia si troverà in “buona compagnia” per incontrare personaggi come Puccini, Eleonora Duse, D’Annunzio, Sarah Bernhardt, Boito, Carducci, De Amicis, Verga e avrete il favore di Giuseppe Giacosa, che come ogni buon padrone di casa, Vi darà il benvenuto.
In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia è stato inaugurato il percorso “Sui passi di Giuseppe Giacosa” che conduce alla casa del poeta e permette anche di raggiungere la Cappella di Santa Liberata.

Da qui ben si nota che la forma absidale della chiesetta è semicircolare e che, nella parte più bassa, è presente un arco di mattoni che costituiva la base della primordiale cappella.

Un sentiero costeggia l’edificio sia dal lato destro che da quello sinistro, quasi ad abbracciarla. Un tappeto erboso con passatoie in lastre di pietra allegra la parte prospiciente la sacrestia ed ammette ad un elegante pronao che protegge l’ingresso alla navata della chiesetta.

Affreschi di toni verdi, azzurri ed arancio, con teste di angeli, fanno corona all' immagine della colomba raffigurante lo Spirito Santo e impreziosiscono il cielo del pronao. Sulla facciata due finestrelle, munite di grate, fiancheggiano un portone di legno massiccio che dà accesso alla cappella.

Sopra il pronao una finestra ampia dà luce all’interno, mentre la parte superiore della facciata ospita un piccolo affresco raffigurante la Madonna di Oropa che pare vegliare sul paese.

Sul tetto, nell’angolo sinistro, si erge un curioso e singolare campanile triangolare sormontato da una piccola croce in ferro.
All’interno del campanile, completa la struttura, una modesta campanella dal suono argentino che si ode ancora suonare in occasione della festa di Santa Liberata e quando sono celebrate altre funzioni o i matrimoni.

Una balconata di mattoni permette di affacciarsi sulle vigne circostanti ed ammirare gli antichi tetti di Colleretto dallo schema canavesano classico a due falde, evidenziano l’accentramento delle abitazioni. Questa caratteristica disposizione assicurava la difesa del borgo, la collaborazione reciproca dei paesani oltre a salvaguardare il territorio produttivo delle colture.

Da qui, alzando lo sguardo, lasciandolo correre, si potrà godere di uno straordinario panorama fino alla Serra, verso Banchette, Pavone, S. Giovanni… su verso il Castello Rosso di Loranzè e a Parella.

Nel 2015, animati dal desiderio di rendere più elegante la cappella, è partita l’iniziativa di intervenire nella parte principale della chiesetta. Sono stati svolti importanti interventi di restauro descritti nelle prossime schede. Questi interventi hanno aperto la strada a nuovi lavori per i tempi futuri.

A provvedere alle necessità ed alla manutenzione di questo luogo di culto sono impegnati, oltre alla parrocchia, gli “Amici di Santa Liberata”. Da alcuni anni è divenuta tradizione, nel giorno della ricorrenza di Santa Liberata, il 18 gennaio, prestare accoglienza ai pellegrini offrendo bevande calde accompagnate da assaggi di torte caserecce. Tra le altre cose veniva proposta “la torta ‘d Curej” ideata dalla signora Laura Beata. Dal 2016, su sua intuizione, la torta viene presentata con la forma di un mattoncino proponendo lo slogan: “Un mattone per Santa Liberata.

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – giugno 2018. Fonti: pubblicazione Santa Liberati di “Amici di Santa Liberata”.Si ringrazia per la fotografia il signor Enzo Zucco.