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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Architettura rurale: Trasformazioni e tracce ancora visibili

Il territorio è organizzato attorno a compatti nuclei abitati, di origine medievale,; con il secolo XVIII il generale miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle campagne spinse ad un insediamento nella parte pianeggiante. Se i villaggi sono compatti, il nuovo abitato di pianura è disperso, come nel piano di Colleretto e Loranzè, organizzato attorno a cascine. Alle case con corte si contrappongono numerose cassine con ayra (aia) nella pianura; si tratta come suggerisce il termine cassina, di aziende medio-piccole, abitazioni disperse tipiche del Piemonte.

LA CASA CANAVESANA NELL’ARCHITETTURA RURALE
Posta a sud della grande aia, la casa è di forma stretta e allungata e ha di norma due livelli con sottotetto, privo di serramenti, adibito a granaio e deposito.
La distribuzione fra i vari ambienti avviene dall’esterno: profondi loggiati o file di balconi in legno caratterizzano l’architettura tradizionale, come nel resto del Canavese.
Le lunghe maniche edificate sono scandite da muri di spina su cui poggiano le volte e i solai; l’ampiezza delle campate o travate (travà) è di circa 3.5–4.5 metri, corrispondenti alla luce delle travi in legno dei solai.
Il numero di campate di proprietà della famiglia è variabile in rapporto alle condizioni economiche.

I LOCALI
Nella cucina (la cusina) si coceva il formaggio e si cucinavano e consumavano i pasti; a nord di essa spesso una porta dà accesso ad una piccola cantina e dispensa (la cróta).
Nella stalla trovava in molti casi spazio anche la famiglia: durante l’inverno non è raro che si cenasse in un angolo di questo locale, seduti su sedie o sgabelli con la ciotola di terracotta in mano, approfittando del calore degli animali.
Spesso, dopo la cena, la stalla diventava un luogo di socialità; quando il lavoro nei campi non era pressante, erano molte le persone che si riunivano per la veglia, discutendo, raccontando storie.
L’accesso ai piani superiori avviene attraverso scale esterne, riparate dall’ampia sporgenza del tetto. La camera matrimoniale contiene la goardaroba, un comodino, un piccolo tavolo ed il cassettone. Ben più modesta è la camera per i figli, dove spesso vi sono solamente i letti.
I locali del sottotetto, asciutti e aerati, utilizzati per l’essiccazione del grano, dopo la trebbiatura. Talvolta, al momento della crescita del nucleo famigliare, questi perdono la loro funzione per essere resi abitabili.

I corpi rurali, le travà, affiancano la casa o chiudono a nord l’aia; le campate comprendono stalle e rimesse dei carri e degli attrezzi agricoli al piano terreno e fienili e granai a tutt’altezza.

TECNICHE E MATERIALI NELL’EDILIZIA
La pietra è il materiale che domina per la costruzione delle murature; le colline moreniche hanno fornito per secoli grande quantità di materiale d’opera a buon mercato.
I mattoni utilizzati per le parti che necessitano di una maggiore accuratezza costruttiva, volte e contorni di porte e finestre; laterizi di recupero, ridotti in cocci, sono spesso inframmezzati ai conci della muratura. Le volte dividono il piano terreno dal primo; più raramente sono situate ai livelli superiori.
Nella loro costruzione la pietra viene sostituita dal mattone a partire dal XVIII secolo. Le volte in pietra sono a botte; con i mattoni si diffondono le forme a vela, a botte con lunette ed a padiglione.

Con il Novecento si amplia l’uso del ferro in edilizia e molti solai con voltini poggianti su putrelle metalliche sostituiscono gli impalcati lignei.
All’esterno la costruzione è caratterizzata da lunghi balconi in legno o da loggiati ad archi; è verosimile ritenere che la scelta fra i due tipi sia influenzata dalle disponibilità economiche.

Nel '900 i balconi lignei sostituiti, poco alla volta, da loggiati con solai in metallo e laterizio e, successivamente, in cemento armato. Merita ricordare la nascita, tra fine ‘800 e primi ‘900, di forme plasmate da vari maestri artigiani nel litocemento (pietra artificiale), innovazione del periodo tra i materiali per i rilievi decorativi, come le balaustre con decorazioni floreali, come quelle firmate “F.lli Ruffino Modello Pellerej” presenti in alcuni edifici canavesani e in una abitazione del centro storico di Colleretto Giacosa.

La vicinanza a Castellamonte vede l’impiego della più tradizionale terra rossa, episodio d’arte alto e unico, tipicamente canavesano per la realizzazione anche di rilievi decorativi.
Tra queste ricordiamo le particolari statuine caricaturali dei "pitoci", portanti con sembianze di uomini ma anche di animali, con le più svariate ispirazioni di carattere storico, allegorico, satirico o più semplicemente decorativo, apposte all’ingresso di edifici di pregio e presenti in qualche abitazione del centro storico di Colleretto.

A cura del Comune di Colleretto Giacosa – Giugno 2018. Fonti: Morene del Chiusella Provincia di Torino Progetto Unione Europea