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Il comune di Colleretto Giacosa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Altorilievo della Madonna Nera di Oropa

Nome Descrizione
Indirizzo Via della Cartiera 5 (piazza del Rosario) – Colleretto Giacosa
Nel piccolo slargo (noto come piazza del Rosario che delimita il confine tra i Comuni di Colleretto Giacosa con Parella) si affacciano, su Via della Cartiera, due adiacenti edifici privati che sulle loro facciate presentano dei segni “minori”del sacro.

Accanto all’edificio dove spicca l‘affresco di San Pancrazio, è presente sull’abitazione vicina un semplice altorilievo raffigurante l’effige della Madonna d’Oropa.

Il Canavese fu sempre molto devoto al culto della Madonna nera ne è testimonianza il Santuario di Monte Stella di Ivrea edificato nel 1627 a testimonianza della speciale devozione che si esprime, ad Ivrea e in tutto il Canavese, nei confronti della "Madonna Nera"' di Oropa.

Ma altri fatti comprovano questa devozione.

Tra il 5 marzo e il 24 luglio del 1949 la Madonna di Oropa fu protagonista della Peregrinatio Mariae biellese. Fu il vescovo, mons. Carlo Rossi a darne l’annuncio con una lettera pastorale, il 24 febbraio 1949, stabilito come data d’inizio il 5 marzo, prima domenica di Quaresima. Grazie al pellegrinaggio programmato, il 1949 era definito anno mariano. Tutte le parrocchie della diocesi erano chiamate attorno al simulacro della Madonna di Oropa, del cui specialissimo favore gode la diocesi di Biella, e la cui devozione è attribuita addirittura alla tradizione eusebiana. La Madonna sarebbe scesa dal sacro Monte per ridire alla gente le grandi parole della fede.
In pellegrinaggio non fu portata una copia, come avveniva abitualmente altrove, bensì l’antica statua autentica della Madonna Nera d’Oropa. La Vergine fu accolta nelle parrocchie, nelle fabbriche del biellese e nel carcere e nell’ospedale. La Madonna varcò i confini della diocesi e passò da Vercelli e salire ad Andrate a benedire il canavese, tanto devoto di Oropa.

La Madonna Nera del Santuario di Oropa, posta in un sacello a 1180 mt di altezza è raggiungibile a piedi lungo sentieri ben segnalati direttamente oltre che da da Biella, dal Canavese, dalla Valsesia e dalla Valle d’Aosta. Pertanto gran parte delle Madonne nere che troviamo in Canavese sono raffigurate su piloni o in cappelle poste sui sentieri di pellegrinaggio verso il Santuario di Oropa, o in luoghi di forte devozione o con un’organizzazione sociale fortemente legata al matriarcato.

Non ci è dato sapere perché sia stata posta sull’edificio di via della Cartiera l’effige della Madonna di Oropa.

Rileviamo però che l'effige è posta all’incrocio tra la vecchia strada Ivrea – Castellamonte e le strade secondarie provenienti l’una da Cima Villa e Santa Liberata di Colleretto e l’altra da Pranzalito – Perosa. Proprio qui passava l’unica strada che collegava direttamente Ivrea con Castellamonte e l’Alto Canavese.

Altro fatto che si segnala è quello che in origine nella Cappella di Santa Liberata di Colleretto Giacosa “al di sopra del quadro dell’Altare vi è una nicchia dentro cui vi esiste una piccola statua rappresentante Maria Vergine Santissima d’Oropa”.
I collerettesi ben ricordano di questo particolare, informazione che per altro veniva già fornita nell’Ottocento da Don Giuseppe Bevilacqua di Verolengo, (rettore a Colleretto dal 1871 al 1892) nel rispondendo ad un questionario.
Questa statua in legno della Madonna di Oropa ha vegliato su Colleretto sino negli anni sessanta, quando ladri senza scrupoli, hanno saccheggiato più volte la chiesetta spogliandola di ogni oggetto di valore. Oltre alla preziosa reliquia della Santa, contenuta nel reliquiario settecentesco, è stata anche trafugata la statua lignea della B.V. di Oropa ed i due angeli che erano a lato dei suoi piedi nella nicchia, poi i quadretti votivi più pregiati, i candelieri, il tronetto, le carte gloria… lasciando l’altare nudo e desolatamente vuoto.

A cura del Comune di Colleretto Giacosa - giugno 2018 Fonti: Madonna Pellegrina 1946 – 1951 di Giuseppe Tuninetti e Santa Libera a cura degli “Amici di Santa Liberata”,